THREE DAYS OF STRUGGLE

Abbiamo chiesto a Nico Vascellari di partecipare a questo blog, quando e come vuole. Per iniziare questa collaborazione gli abbiamo fatto qualche domanda su “Three Days of Struggle”, il sabba che Nico organizza ogni anno nella sua città natale, Vittorio Veneto. Il weekend è quello di Pasqua.

 

Perchè Three Days of Struggle? Perchè a Pasqua?

Il festival deve il suo nome a un altro festival che veniva organizzato dalla Green Records di Padova negli anni ’90, alla Casa dei Diritti Sociali. Si chiamava Two days of Struggle. Era una due giorni hardcore. Assolutamente fondamentale per me. È un caso che anche la Two days of Struggle avvenisse a Pasqua. Il nostro festival cambia periodo ogni anno. La prima edizione è avvenuta durante il Ponte dei Morti (2008), a Natale (2009) e in tre differenti weekend (2010). Ora Pasqua. Diciamo che è un modo tutto nostro di santificare le feste.

 

Qual’è stato in questi primi tre anni il momento più alto? E quello più basso?

Abbiamo avuto diversi concerti memorabili, da Charlemagne Palestine a Sissy Spacek passando da Z’ev e Ghedalia Tazartes, Carlos Casas e Arto Lindsay. Personalmente sono legato alle escursioni in montagna che siamo riusciti a fare durante le scorse edizioni e le lunghe tavolate all’aperto in totale relax assieme ai musicisti e agli amici. Il momento più basso è più o meno sempre a fine festival, quando facciamo il conto di quanti soldi ognuno di noi deve mettere per coprire le spese.

 

Vogliamo sapere tre nomi che secondo te spaccheranno il prossimo weekend.

Attendo trepidante le esibizioni di Teatro Satanico (anche perchè io e Giovanni ci siamo concessi il lusso di richiedere alcuni loro vecchi classici), Mortuary Drape e Lettera 22.

 

Three days of Struggle si svolge nella tua città, una parte anche nel tuo studio. Quando parlavamo di fare qualcosa a Roma, mi hai proposto di portare un paio di pullman carichi di tuoi amici. Che rapporto hai con la tua città? Ti piace oppure collabori con qualche tuo conterraneo?

Il rapporto con Vittorio Veneto è conflittuale. Si tratta di una landa desolata, serrata in una valle tra montagne e colli. Dall’alto distese di capannoni e campi a schiera. Sole ad alta quota, nebbia nella pianura. Pur sempre il luogo dove sono nato e cresciuto. Non fossi sempre in viaggio non ci vivrei, mettiamola così.

Codalunga e’ uno spazio che gestisco insieme a Giovanni Donadini che lavora con la sua Canedicoda e Matteo Castro che invece lavora alla sua Second Sleep. Hanno entrambi diversi progetti musicali tra i quali citerei Ottaven, Kam Hassah, Magic Towers e Lettera 22. Insieme suoniamo come WW. Codalunga galleggia in acque torbide ad alto rischio di ristagno, fortunatamente mentre noi tre stiamo di vedetta e al timone il resto della ciurma rema alleata e fedele e le botti nella stiva sono sempre cariche grazie alla supervisione di GG P che combina modi e stile di altri tempi con un attitudine punk sapientemente inconsapevole.


A Dissonanze, nel 2010, abbiamo presentato il tuo ultimo progetto live, Ninõs du Brasil. Quali direzioni stanno prendendo i Ninõs? È vero che stai formando un nuovo gruppo con Marina Abramovic?

Ninõs du Brasil avevano presentato a Dissonanze il primo singolo pubblicato da Hell Yes! Adesso stiamo lavorando a una sorta di extended version, ad un nuovo singolo che uscirà per Ultra Eczema e sopratutto ad un nuovo album che verrà promosso con una serie di concerti che dovrebbero partire dal Giappone. L’idea del progetto con Marina era nata solamente come un suo scherzo durante un chiaccherata al riparo dalle intemperie invernali nella sua casa fuori New York. Non ti nascondo, però, che l’idea aveva solleticato diverse fantasie.

 

Tutte le info sono su www.codalunga.org

 

Ecco anche un paio di anticipazioni divertenti:

Flyer 1

Flyer 2