The Doozer

The Doozer è sicuramente uno dei personaggi più interessanti del rock contemporaneo, e noi siamo onorati che abbia fatto per noi il primo mixtape di Dissonanze.  The Doozer fa parte della scena “underground” di Cambridge su cui ha scritto Matthew Ingram in un seminale articolo di The Wire (marzo 2011). Contrariamente a molti suoi colleghi dell’Anglia orientale, The Doozer ha avuto anche un discreto riscontro negli Stati Uniti: il suo disco Great Explorers è stato pubblicato l’anno scorso dalla Siltbreeze ed è andato in tour con i compagni di etichetta U.S. Girls.  La sua musica ricorda un altro famoso cittadino di Cambridge, Syd Barrett, e indubbiamente anche quel finocchio barbone nonché genio di Harry Partch. Abbiamo chiesto a The Doozer di fare un mixtape per Dissonanze, e visto che c’eravamo gli abbiamo fatto anche un paio di domande.

 

Costruisci mai i tuoi strumenti musicali?

 

No, per il momento l’idea non mi attrae; se mi venisse lo stimolo però lo farei al volo. Detto questo mi diverto molto a scovare strumenti unici costruiti da altre persone. Una volta, da un rigattiere di Cambridge,  ho trovato una vecchia cetra. L’ho usata moltissimo, sono un appassionato di strumenti musicali.

 

Lasci mai la Gran Bretagna per fare “ricerche”?

 

Certo, me ne vado spesso. L’Inghilterra è un posto strano e a volte ti puo scoraggiare. Tutti quei Lord e quelle Lady, l’etica del lavoro. E’ uno dei paesi migliori ma anche peggiori che ci siano, ma non mi sento confinato, è la terra che mi fornisce la maggior parte dell’ ispirazione. La pioggia, il vento, la gente per strada. Il fatto che tu non possa fare baratti nei negozi è un ottimo significante  della mentalità inglese.

Quelle che faccio all’estero non potrei definirle propriamente “ricerche” , sta tutto nell’esperienza. Il mio ultimo album Great Explorers conteneva moltissimi strumenti non occidentali, alcuni collezionati durante i miei viaggi. Per un paio d’anni ho ascoltato principalmente registrazioni sul campo, e quelle sonorità si sono manifestate nel disco. Suono quegli strumenti in modo maldestro e rudimentale. Non riesco a suonarli come dovrebbero essere suonati, ma tanto non vorrei farlo comunque.  Non voglio mai emulare.

 

Sembra che nella tua musica ci sia un elemento spirituale. E’ un’esplorazione di tematiche terrene oppure, come per Messiaen, c’è una teologia che fa parte della tua arte?

 

L’idea della religione, o della fede, è un tema ricorrente nella mia musica, ma non c’è teologia. Voglio semplicemente credere in qualcosa. Io non sono d’accordo con alcuni aspetti della società occidentale. Forse tramite la religione (o qualche verità interiore) possiamo avvicinarci al senso della nostra vita, perché penso che ci siamo allontanati dal nostro cammino. Non so con certezza quale sia il cammino giusto, ma tutto questo pensiero logico, il lavaggio del cervello, il capitalismo e il consumismo… sono aspetti che non ne fanno certamente parte. Great Explorers osserva tutto il mondo esterno mentre io lo guardo sorridente ma preoccupato.  A volte però bisogna lasciar perdere, sennò ti blocchi. Ho appena finito due nuovi album Armchair Enthusiast e Keep It Together, entrambi molto più introspettivi, e sospetto che guardando dentro di me, da qualche parte, troverò Allah.

 

Ci sono dei musicisti contemporanei che vorresti raccomandare a Dissonanze?

 

Il mio caro amico Pete UM, anche lui residente a Cambridge. Pete è unico. Un paio di settimane fa un altro amico, Man From Uranus, ha fatto uno dei concerti migliori che ho visto negli ultimi anni. In questi giorni mi sto divertendo anche ad ascoltare la musica dei U.S. Girls. Altre fonti di ispirazione costante sono: Flower/Corsano, MV& EE,  i Sunburned, C Joynes, Group Doueh et al.

 

Clicca sulla freccia presente sul lato destro del player per scaricare il mixtape.

 

“Listening Habits”

Doozer mix for Dissonanze.

 

1. Lata Mongeshkar ‘Maee Mhano Supnama’ (Meera Bhajans, Gramaphone Co. of India, ECSD 2371)

2. The Incredible String Band ‘Koeeodanni There’ (The Hangmans Beautiful Daughter, Elektra, K42002)

3. MV & EE ‘Death is my Friend’ (Liberty Rose, Arbitary Signs, ASLP-004)

4. Bob Dylan ‘Went to See the Gypsy’ (New Morning, Columbia, 69001)

5. Leonard Cohen ‘Iodine’ (Death of a Ladies Man, Columbia, 86042)

6. Rakota Alphonse Nicolas & Edoward Razafilahy ‘Manahirana’ (Musique Malgache, Ocora, OCR24)

7. Pete UM ‘Evil’ (Evil/That’s Too Close split single, HomeRec 2010)

8. U.S. Girls ‘Red Ford Radio’ (Go Grey, Siltbreeze, SB126)

9. Sulamiya Muslim sect various hymms (Tunisia Vol.2 Religious Songs & Cantillations, Ethnic Folkways, FW8862)

10. Sam Cooke ‘A Change Is Gonna Come’ (The Man & His Music, Abkco, PL87127)

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