SUSAN HILLER, LA PSI GIRL

Quest’estate Susan Hiller è stata invitata come visiting professor del corso per giovani artisti della Fondazione Ratti a Como. Chi non ha avuto l’occasione d’immergersi nella videoinstallazione multichannel realizzata dall’artista per l’occasione potrà comunque ricercare le sue opere esposte nei grandi musei e collezioni d’Europa e d’America.

 

Susan Hiller è semplicemente un’artista seminale che ha pioneristicamente lavorato mixando immagini-video e suono già negli anni settanta, in una carriera più che quarantennale. Ma questa disinvoltura nel surfare da un medium all’altro non è stato un semplice adattarsi ad un’attitudine artistica e sperimentale decisiva quale quello degli anni 60’-70’, quanto piuttosto il passaggio pratico e meditato che segue una ricerca culturalmente densissima. Sì perché Susan Hiller è prima di tutto un’intellettuale, una scrittrice, un’antropologa che ha scritto decine di saggi accostando con la massima serietà psicologia, scienza e fenomeni culturali apparentemente marginali, lavorando con altrettanta serietà e dimestichezza con film in VHS, carte da parati e presunti avvistamenti di dischi volanti ed altre entità che proliferano largamente nei sogni e nell’immaginario collettivo.

 

Susan Hiller è poi, tra le altre cose, una donna. Una donna nata in Florida nel 1940 e che, probabilmente perché intimamente antropologa, ha deciso di vivere nella patria di Darwin fin dagli anni settanta, dove la psichedelia e l’Expanded Cinema erano sì una realtà ma con toni del tutto tipici rispetto a quelli statunitensi. E sono giovani donne, ragazze, bambine le protagoniste di Psi Girl la grande videoinstallazione del 1999 rimessa in scena nella ex chiesa di San Francesco a Como. Cinque diverse sequenze rubate al cinema che mostrano altrettante presenze femminili, accomunate da una condizione assai particolare della loro vita: la scoperta di poteri telecinetici.

Al potere femminile deflagrante della jeune fille e della sua trasformazione in individuo adulto, Susan Hiller fa coincidere il layer bizzarro del potere sovrannaturale rappresentato nei vari film da lei raccolti. E visto che, come ricordavamo, la signora è molto colta e intelligente, non ha utilizzato solo film come lo Stalker di Tarkovskij ma anche Matilda 6 Mitica di Denny De Vito.

 

Ma non è tutto: Susan Hiller è anche un’insegnante e questo affresco sul paranormale non a caso è stato allestito in una chiesa sconsacrata, dove la lezione dell’arte minimal con i suoi rettangoli monocromi del dispositivo video suggerisce (senza didascalie) l’impossibilità di creare la complessità senza le basi di una struttura essenziale. E il suono? Un altro piacevole mistero: noise? Industrial? Glitch? Le sequenze di immagini che casualmente si susseguono nei loro loop tra uno schermo e l’altro sono accompagnate dal crescendo dell’attacco di un coro Gospel registrato in una cattedrale del nord Carolina. Che stile, Susan Hilller.

 

www.susanhiller.org

www.fondazioneratti.org