Luigi Russolo

UBI FLUXUS IBI MOTUS. Volume 1.

 

Il nostro viaggio nelle radici combinatorie tra visuale e sonoro inizia dal futurista Luigi Russolo, primo sperimentatore radicale nel Novecento della rivoluzione creativa. Nel 1913 esce allo scoperto con il manifesto “L’arte dei Rumori” per teorizzare l’impiego del suono-rumore nel contesto musicale. Sono sue le varie “Intonarumori”, macchine artigianali che creano e modificano le intensità del suono-rumore. Il 21 aprile 1914 debutta al Teatro Dal Verme di Milano con la direzione di un’orchestra composta da 18 intonarumori (gorgogliatori, crepitatori, ululatori, rombatori, scoppiatori, sibilatori, ronzatori, stropicciatori). Nel 1920, durante l’opera di Pratella “L’aviatore Dro”, sostituisce agli intonarumori il suono di una motocicletta e una sirena d’opificio. Dal 1923 realizza i rumorarmoni, sorta di armonium in cui vengono raccolte le sonorità base degli intonarumori. Nel 1925 brevetta l’arco enarmonico. In seguito brevetta anche il piano enarmonico. A proposito: il padre di Russolo era organista del duomo di Portogruaro e direttore della Schola Cantorum di Latisana, mentre i fratelli maggiori si diplomarono al Conservatorio di Milano, il primo in violino e organo, il secondo in pianoforte e organo. Tutto nel DNA, come spesso accade. Mi ricorda Paul Kalkbrenner col suo Dj Ikarus nel film “Berlin Calling”: il padre suonava l’organo in chiesa.