JACKMASTER & NUMBERS

E allora: si può fare. Già. Si. Può. Fare. Si può fare un mix cd eclettico senza essere confusionari, dozzinali o paraculi; e lo si può fare contando su una ricerca filologica assolutamente profonda ed inappuntabile. Questo perché si può fare la ricerca filologica eccetera eccetera, senza però suonare minimamente pallosi o saccenti ma anzi tirando fuori un cd che potreste regalare pure a vostra cugina (quella che balla Bob Sinclar e David Guetta).

La cinquantasettesima uscita della serie “FabricLive” è questo, ed è un’epifania: lo scozzese Jackmaster regala una trentina di tracce a cascata in grado di muoversi con irreale efficacia da UR ai Radiohead, da Thomas Bangalter a Skepta, dagli Inner City (sì, gli Inner City!) ad Aphex Twin. Premesso che per noi chi piazza nel proprio mix “Jupiter Jazz” ha vinto in partenza, l’abilità del fondatore del collettivo/label Numbers è strepitosa. Noi lo sapevamo, perché l’avevamo visto in passato, ora c’è un cd pronto per tutti e ad ampia circolazione a dimostrarlo urbi et orbi.

Giusto una cosa, vorremmo farvi notare: il personaggio mediaticamente più sotto i riflettori di Numbers è Hudson Mohawke, uno a cui associare subito hip hop destrutturato, wonky, eccetera. Non uno da techno, insomma. O uno da house. Zero. Ma i compartimenti stagni sono una faccenda da abbattere, se (e sottolineiamo se) c’è di mezzo la qualità vera.

C’è cioè un bel filo rosso che lega la destrutturazione a bpm bassi di Hud Mo e la filologia esplosiva techno/house di un dj set di Jackmaster, e questo filo si chiama conoscenza della materia (non: inseguimento del trend; o: il suono del momento; o anche: guarda faccio pure vestiti e sono un sacco alla moda). Tant’è che questa cricca scozzese impazzisce da anni per un personaggio che ha fatto di tutto per uscire da ogni trend possibile e da ogni radar mediatico, riuscendoci pure: il romano Lory D. E’ che se maneggi la materia “musica elettronica”, uno come Lory è culto, punto. In Scozia lo sanno. In Scozia la sanno lunga. In Scozia, si può fare. E ora sempre più lo fanno in giro per l’Europa…

Ah, permetteteci una postilla, permettetela anzi a Jackmaster stesso: “Io non produco. Non sopporto l’idea che molti dj tirino fuori periodicamente delle produzioni giusto per occupare degli spazi nel mercato e per far circolare il proprio nome, di modo da ottenere più facilmente degli ingaggi come dj. Questo gioco non fa per me”. Bello leggere ogni tanto delle dichiarazioni così.