VIONNET

Rodolfo Paglialunga è il direttore creativo di Vionnet, la leggendaria maison fondata da Madeleine Vionnet e rilanciata da Matteo Marzotto nel 2010. Madeleine Vionnet era un genio che applicava formule matematiche a dei vestiti che, prima della Seconda Guerra Mondiale, hanno rivoluzionato il modo di vestire della donna. Ci sono pochi grandi talenti come Rodolfo nel mondo della moda, in questo momento mi vengono in mente Azzedine Alaia, Stefano Pilati e Miuccia Prada, con cui Rodolfo ha lavorato per più di dieci anni. Rodolfo è molto intelligente, e si vede anche nel suo rapporto con la musica. Contrariamente ad altri designer non si ferma a copiare facili stereotipi rock per poi rivenderli con magliette da 400 euro. Rodolfo sa benissimo che oramai è ridicolo riciclare il look dei Ramones, dei Joy Division o di Patti Smith sulle passerelle: l’immaginario di quell’epoca li è usurato ed ha poco o nulla a che vedere con la moda che non ha mai saputo rendergli giustizia. I vestiti devono avere un loro valore che va aldilà dei facili riferimenti, bisogna innovare come faceva Madeliene Vionnet o come ha fatto Vivienne Westwood, John Galliano, o Miuccia Prada prima di lui. L’unico momento retrò delle ultime collezioni Vionnet è per l’Autunno/Inverno 2010 quando la modella utilizzata per la presentazione somigliava volutamente a Cosey Fanni Tutti dei Throbbing Gristle, che i seguaci di Dissonanze conoscono bene.

Non potendo entrare nella sua mente è meglio fargli un paio di domande, cosa non facile poiché Rodolfo è un po’ come uno Scott Walker della moda: rarissimamente si concede per interviste ed evita eventi pubblici, feste e la gente in generale.

 

Qual è il primo momento in cui hai visto l’incontro fra la cultura musicale e la moda?

 

Negli anni 80 con gruppi con un’immagine forte come i Devo.

 

E gli altri musicisti il cui look ti ha colpito di più durante la tua adolescenza?

 

Adam Ant e i Bow Wow Wow che vestivano Vivienne Westwood. E poi personaggi come Lene Lovich dove l’immagine era più forte dei contenuti.

 

In un mondo della moda ideale, dove tutto non fosse governato dalle logiche di mercato, chi avrebbe preso la direzione artistica di Dior dopo Galliano?

 

John Galliano ha una visione unica, irripetibile. Ha spettacolarizzato se stesso, fa parte dello show. Non saprei cosa rispondere, lui era una vera diva e quindi sarebbe come chiedersi: chi verrà dopo Liz Taylor?

 

Qual’è la musica che attualmente influenza Vionnet?

 

Amanda Brown, meglio nota come L.A. Vampires, mi diverte molto. Anche tutta la musica della sua etichetta Not Not Fun. Sennò mi è piaciuto moltissimo “Suburban Tours” di Rangers.

 

Un’icona di stile musicale?

 

Angela Bowie.

 

Un’icona di stile politica?

 

Nancy Cunard

 

Se dovessi scegliere uno stilista, a parte Madeleine Vionnet, come ispirazione per questa settimana chi sceglieresti?

 

 

Quali sono le cose, a parte la musica e la moda, che ispirano Vionnet?

 

Sicuramente il cinema: Fassbinder, Ken Russell, Derek Jarman. Anche la narrativa dietro la fotografia.

 

Per l’occasione Camilla Soleri ed io abbiamo fatto un fan video proprio per una canzone di LA Vampires, utilizzando materiale filmato alla recente presentazione Vionnet a Parigi.

 

Foto credits: Alan Chies.

 

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