Fausto Romitelli

Il nostro amico Emanuele de Raymondi, uno dei più bravi compositori italiani, ci ha scritto una email che pubblichiamo con grande piacere.

 

Sette anni fa, a soli 41 anni, e’ morto Fausto Romitelli, compositore viscerale e visionario, scultore di suoni.

Dopo il conservatorio a Milano, allievo di Franco Donatoni, aveva proseguito all’Ircam la sua ricerca sonora, lasciandosi toccare dallo spettralismo francese senza farsi sedurre. Non era un formalista, come d’altronde nessun grande italiano: Scelsi, Berio, Nono, Sciarrino. Amava ibridazioni, distorsioni, saturazioni. Sapeva prendere dalla musica popolare cosi’ come dal rock psichedelico o dal metal. Tra i suoi lavori piu’ belli la video opera An Index of Metals (2003) e il ciclo Professor Bad Trip I, II e III (1998-2000), che esplora le allucinazioni di Henri Michaux quando scriveva sotto mescalina. Per descrivere la sua musica, niente di meglio che le sue parole:

 

“Al centro del mio comporre c’è l’idea di considerare il suono come una materia in cui sprofondare per forgiarne le caratteristiche fisiche e percettive: grana, spessore, porosità, luminosità, densità, elasticità. Quindi scultura del suono, sintesi strumentale, anamorfosi, trasformazione della morfologia spettrale, deriva costante verso densità insostenibili, distorsione, interferenze, anche grazie al ricorso alle tecnologie elettroacustiche. E sempre maggiore importanza data alle sonorità di derivazione non accademica, al suono sporco e violento di prevalente origine metallica di certa musica rock e techno”.

 

Grazie Emanuele!