EXIT

A scorrere la line up, è giusto uno dei titani che si aggirano fra l’Europa, a livello di festival – stessa potenza di fuoco di Sziget, Benicassim, eccetera. Butta via. Inoltre, c’è forse ancora più attenzione alla componente danzettara, il che non guasta mai. In realtà l’Exit di Novi Sad, gradevole città un centinaio di chilometri a nord di Belgrado, Serbia, ha un paio di carte in più da giocarsi, carte non indifferenti.

Una è la location: la seconda fortezza più grande d’Europa (con in più uno dei lati che domina il Danubio, la vista è mozzafiato), con la conseguenza che i vari palchi – una ventina e passa – sono incastonati in mezzo a bastioni, ponti levatoi, fossati spettacolari e altro ancora.

Due è la storia: bisogna tornare indietro ai tempi dell’odioso Slobodan Milosevic, del suo grigio regime semi-dittatoriale e di quando l’opposizione civile tentava tutti i modi non violenti e più fantasiosi per opporvisi. Uno fu immaginarsi una non stop di concerti di tre mesi e passa al motto di “Finché non te ne vai, noi continuiamo!” (da cui appunto “Exit”: come a dire Slobodan vattene, esci dalla nazione). Nel breve vinse Slobo: festival chiuso, gli organizzatori in cella per qualche giorno. Nel lungo, Milosevic ha avuto la fine che si è meritato (fra le mura di un carcere) ed Exit invece dopo aver stretto una partnership con soci anglosassoni è uno dei più grandi e più bei festival d’Europa.

C’è in realtà pure una terza carta, e chiunque sia un po’ intossicato da certe attitudini italiane troppo inclini all’apparenza più che alla sostanza non può che gioirne – le persone sono lì prima di tutto per ascoltare musica, incredibile ma vero. All’Est Europa c’è una fame di cultura notevolissima, ancora non “drogata” da hipsterismi, dall’ansia di riconoscersi in tribù stilistiche più o meno elitarie ed altezzose, dall’insensata urgenza di percorrere il tunnel del divertimento a mille all’ora. Il consiglio allora è di andarci, ad Exit, eccome. E di farlo dando magari un occhio non solo ai soliti nomi – per poi farsi belli al ritorno con gli amici “…ho visto Arcade Fire e Portishead e tu no” – ma scandagliando pure con attenzione i palchi dove ci sono le proposte dell’area balcanica. Gruppi fuffa ce ne sono pure lì, ma è facile e frequente scoprire delle gemme a noi assolutamente ignote.

 

http://www.exitfest.org/