Digitalife2

DIGITALIFE 2

 

Ex GIL [Trastevere]

Dal 26 ottobre all’11 dicembre 2011

Aperto dal martedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 23

Sabato e domenica dalle ore 12 alle ore 23

Chiuso il lunedì

Informazioni: Digitalife 2

 

Dissonanze ha collaborato alla direzione artistica, invitando Quayola, Ryoichi Kurokawa e Felix Thorn mentre sabato 3 dicembre, in occasione della settimana di chiusura, il progetto Disslab presenterà al Palladium le performance audiovisive di:

- Ryoji Ikeda

- Carter Tutti [Chris & Cosey - ex Throbbing Gristle]

- Vaghe Stelle & Lorenzo Senni

 

Tratto dalla prefazione di Monique Veaute e Fabrizio Grifasi al catalogo di Digitalife 2:

 

In un saggio pubblicato nel 1925 sul terzo numero di La rivoluzione surrealista, organo ufficiale del movimento, Louis Aragon, nell’esplorare fotografia e cinema sosteneva che quelle tecniche all’epoca moderne fossero anche le migliori per esprimere la sensibilità contemporanea. Potremmo convenire che, se le nuove tecnologie di oggi hanno trasformato il nostro modo di vivere oltre che vedere e comunicare, la creazione artistica ha trasformato la valanga di immagini e informazioni per ricostruire gli universi sensibili del nostro tempo.

 

Scrive nel 1925 Aragon: «La realtà è l’apparente assenza di contraddizione. Il meraviglioso è la contraddizione che appare nel mondo reale… il fantastico, l’aldilà, il sogno, la sopravvivenza, il paradiso, l’inferno, la poesia, altrettante parole che stanno a significare il mondo concreto». Questo «senso del meraviglioso quotidiano» ci è dato oggi da artisti che si sono impossessati delle tecnologie per trasformare il reale nel meraviglioso, aprirci a un fantastico che fa oscillare verso il sogno o l’incubo o che piuttosto rivela il mondo astratto delle forme all’opera nell’universo.

 

 

Digital Life 2 è parte di un percorso che la Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura ha intrapreso da diversi anni a partire dalle arti dello spettacolo. Così, artisti diversi come Robert Lepage, La Fura dels Baus, Santasangre, Saburo Teshigawara o Masbedo con Glíma hanno saputo creare un mondo fantastico utilizzando le immagini per plasmare nuovi ambienti. Il lavoro sulla memoria che Romeo Castellucci ha portato avanti nei suoi film sulla Tragedia Endogonidia, le installazioni performative di Jan Fabre o quelle di William Forsythe mettono il pubblico in una relazione molto inusuale con il mondo dello spettacolo. Sono ricerche tra loro diversissime, unite tuttavia nell’esplorazione dei limiti che le nuove tecnologie hanno permesso di immaginare.

 

Grazie all’eterogeneità delle tecniche, delle discipline e degli artisti, Digital Life 2 enfatizza il potere trasgressivo ed eversivo delle immagini. La mostra vuole proprio marcare il passaggio dalla “realtà” al “meraviglioso” e al “fantastico” come recita il sottotitolo. È attraverso un lavoro di destrutturazione che Quayola agisce sull’immagine di un’opera della tradizione alla maniera di Derrida nelle sue letture, facendo sì che l’arte digitale interroghi l’arte classica. Per altri versi questo lavoro di Quayola potrebbe essere accostato con l’installazione di Felix Thorn, bizzarra scultura di oggetti sonori che l’artista ha creato con elementi di recupero di strumenti musicali e scorie di oggetti di uso quotidiano, il tutto funzionante come un’orchestra guidata dal computer con cui Felix Thorn ha programmato la partitura.

 

 

Un’immagine o un fatto “reale” è per molti artisti l’innesco per procedimenti di elaborazione e creazione molto diversi. La SpadaKurokawa giocano sulla contraddizione, facendola apparire nel reale per enfatizzarla fino ad astrarla dalle “immagini naturali” che sono all’origine della loro ispirazione.

Se sul palco i Masbedo ci danno la chiave per comprendere la trasformazione delle immagini, l’installazione, creata per l’evento, stravolge un paesaggio reale in un racconto dai significati narrativi aperti, irriducibili a un discorso univoco.

 

Marina Abramović ci presenta una gigantografia di una delle sue più memorabili performance; viceversa Christian Marclay propone allo spettatore la storia quotidiana di una coppia attraverso i suoni che si possono origliare da dietro una porta. In una direzione del tutto diversa si pone il nucleo radicale e astratto dell’installazione di Carsten Nicolai: un paradigma dell’arte in cui la scienza opera alla maniera degli “oggetti matematici” di Man Ray. L’installazione di Daniele Spanò Safety distance propone una riflessione distanza/vicinanza dalle forti implicazioni sociali. Devis Venturelli, vincitore dell’edizione di Romaeuropa Webfactory 2011 sarà presente con due opere dal titolo Lezione di Tiro Superfici fonetiche.

 

 

Il passaggio dalla scena al museo, dal rischio dell’effimero alla trappola di un attraversamento stabile è un affrancamento che gli artisti hanno sempre tentato. La trasversalità delle pratiche, l’ovvietà di false rivoluzioni culturali annunciate non è un’idea nuova e non comporta meno rischi. Ad alcuni riesce, in particolare a Jan Fabre che vive una straordinaria carriera sia come coreografo e regista, sia come artista visivo. Come parte di Digital Life 2, Saburo Teshigawara realizza un sogno: quello della prossimità tra danzatore e spettatore, abbattendo la barriera tra il palco e il pubblico.

 

L’interattività fa parte della storia dello spettacolo partecipato che abbiamo sperimentato, per esempio con il Living Theater, e introduce l’elemento della casualità nel lavoro artistico: il collettivo Santasangre + The Pool Factory presenterà una poesia in cui l’apparizione di immagini tridimensionali sarà affidata ai movimenti degli spettatori. Fare uscire dall’ordinario, dal quotidiano, le immagini fantastiche di tutti i giorni è l’opposto dell’improvvisazione e del dilettantismo. Dietro la creazione vi è la creatività di ingegneri, ricercatori, professionisti del settore che producono non solo macchine, ma soprattutto algoritmi e formule –che sono il cuore di ogni software– per trasformare le nostre relazioni, confondere realtà e immaginazione, e mettere in loop l’aleatorio. Alcune di queste officine creative hanno preso parte al percorso Digital Life 2: BCAA e Cattid.

 

Parafrasando André Breton quando si riferisce ai collage di Max Ernst potremmo dire che abbiamo cercato di realizzare “l’accoppiamento di due realtà in apparenza non associabili su un piano che apparentemente non gli si addice”. Digital Life 2 vuole fare da specchio a «un periodo di transizione dove la realtà si mescola con l’irreale ad ogni passo».

 

Monique Veaute, Presidente della Fondazione Romaeuropa

Fabrizio Grifasi, Direttore della Fondazione Romaeuropa