Austra

Mutazioni electro-dark dal Canada.

Nei primi anni del nuovo millennio la scena indie canadese è stata senza dubbio la vera antagonista, o per meglio dire “l’outsider di lusso”, del consolidato binomio Usa-UK. Una scena quanto mai eterogenea che ha saputo partorire realtà ormai consolidate come gli Arcade Fire, band di culto assoluto come i Godspeed You! Black Emperor o meteore di gran fascino come The Organ. Tra le città di riferimento Toronto merita una menzione speciale, una culla particolarmente feconda e ispirata che ha dato i natali al collettivo post “tutto” dei Broken Social Scene, all’eclettismo “classico” di Gonzales, alla regina electro-rock Peaches o a una delle più belle voci salite alla ribalta nelle ultime stagioni, quella di Leslie Feist. E proprio dalla città più popolosa del Canada arriva una delle band, e dei dischi di debutto, più interessanti di questo prima parte del 2011. Gli Austra sono un progetto fortemente voluto e incentrato sulla cantante Katie Stelmanis, bionda ma oscura figura con trascorsi nei misconosciuti Galaxy e un disco solista, Join Us, datato 2008. Un trio che dal vivo si amplia a quartetto, dal forte impatto visivo e sonoro, con un immaginario electro dark che va a pescare a piene mani dal periodo d’oro della new wave inglese, aggiornato con una sensibilità pop contemporanea. Una novità che piacerà tanto ai fan di Kate Bush o dei Soft Cell quanto a quelli di Bat For Lashes o Fever Ray. Feel It Break - il disco d’esordio, in uscita a metà maggio per la Domino – è un viaggio notturno in una spirale ritmica e melodica con riflessi vagamente goth che non lascia via di scampo, in particolare per merito di brani affascinanti e trascinanti come Lose It o Beat And The Pulse, il primo singolo estratto.

Non pensate insomma che gli Austra siano semplicemente l’ennesima effimera sensation che scimmiotta per moda o convenienza il meglio degli oscuri e sottovalutati 80ies. Commettereste un grosso errore.